60 ospedali mobilitati in tutta Italia per chiedere libertà per il pediatra Abu Safiya e gli oltre 90 sanitari palestinesi detenuti nelle carceri israeliane

In occasione della Giornata Internazionale dei Diritti Umani mercoledì 10 dicembre le reti di operatrici e operatori della sanità #DigiunoGaza e Sanitari per Gaza lanciano “La sanità non si imprigiona”.
Una mobilitazione nazionale e internazionale che si svolgerà davanti a 60 ospedali in tutta Italia, da Trento a Palermo, tra le ore 10 e 19 per chiedere la liberazione degli oltre 90 sanitari palestinesi detenuti illegalmente nelle carceri israeliane, tra i quali il pediatra Hussam Abu Safiya, direttore dell’ospedale Kamal Adwan nella Striscia di Gaza
- A questo link l’elenco degli ospedali che hanno aderito (elenco in aggiornamento, inviare la propria adesione a digiunogaza@gmail.com).
- Qui la locadina in pdf per la stampa (a colori) e la card per i social.
- Qui il documento che leggeremo e distribuiremo in tutti i presidi mercoledì 10 dicembre.
Per ulteriori informazioni e per comunicare la propria adesione inviare una email a digiunogaza@gmail.com
10 dicembre: le azioni e i materiali

Ecco le azioni previste per mercoledì 10 dicembre a cui sono invitati a partecipare tutti gli operatori e le operatrici del sistema sanitario e non solo:
- indossiamo su camici e divise i cartellini con i nomi e le foto dei sanitari palestinesi detenuti (scarica i cartellini, stampali a colori e distribuiscili tra colleghe e colleghi) e continuiamo ad indossarli fino a che non saranno liberati.
- Organizziamo tra le 10 e le 19 flash mob davanti agli ospedali e alle strutture sanitarie di tutta Italia con i poster dei sanitari palestinesi detenuti (scarica i poster e stampali a colori) e con cartelli che ne chiedano il rilascio. Scattiamo foto del flash mob e pubblichiamole sui social con hashtag #LiberiTutti (invitiamo chi organizza un flash mob ad inviare una email a digiunogaza@gmail.com con orario e sede. Su questa pagina pubblicheremo la lista aggiornata).
- Esponiamo per tutta la giornata i poster all’interno o all’esterno degli ospedali, postiamo foto e video sui social sempre con hashtag #LiberiTutti.
- Partecipiamo alla maratona online “Una giornata di lavoro e solidarietà per Gaza” che si svolgerà dalle ore 17 alle 19 sul canale Youtube @digiunogaza con medici e attivisti che interverranno in live streaming dalla Striscia di Gaza e dagli ospedali mobilitati in tutta Italia, nel corso della quale presenteremo anche la raccolta fondi che abbiamo lanciato a sostegno dell’ospedale Emergency di Al-Qarara, nella striscia di Gaza.

Chi sono i sanitari palestinesi detenuti
I sanitari palestinesi ancora detenuti nelle prigioni israeliane sono circa 94, lo scorso ottobre Israele ne ha liberati 55 in seguito all’accordo di cessate il fuoco. La loro età media è 38 anni, 80 provengono da Gaza e il resto dalla Cisgiordania, 17 sono medici, 30 infermieri, 14 paramedici, 15 dirigenti e impiegati amministrativi, 2 farmacisti e 1 tecnico sanitario. A questo link l’ultimo report di Healthcare Workers Watch con l’elenco dei nomi dei sanitari ancora detenuti e una relazione sulla loro detenzione.

Tra loro il pediatra Hussam Abu Safiya, direttore dell’ospedale Kamal Adwan nella Striscia di Gaza, arrestato nel dicembre 2024 dall’esercito israeliano. Abu Safiya è ancora detenuto senza nessuna accusa formale e sottoposto a “condizioni estreme di fame, tortura e isolamento”, come tutti i sanitari palestinesi incarcerati.
Ricordiamo che il personale sanitario palestinese ha pagato un costo altissimo nel genocidio compiuto dall’esercito israeliano: sono oltre 1.700 i sanitari palestinesi uccisi in questi due anni (qui l’elenco). La più grande strage di personale sanitario mai registrata in questo secolo.
Invitiamo il personale sanitario di tutta Italia a firmare questo appello internazionale e a mobilitarsi mercoledì 10 dicembre per manifestare la propria solidarietà ai colleghi palestinesi illegalmente imprigionati e chiedere al governo, alle istituzioni sanitarie e scientifiche italiane che si attivino al più presto per ottenere la liberazione immediata dei sanitari palestinesi illegalmente imprigionati dal governo israeliano.