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Libertà per Hussam Abu Safiya e per tutti i sanitari palestinesi detenuti


Dallo scorso 10 dicembre come operatrici e operatori sanitari della rete #DigiunoGaza siamo impegnati in una mobilitazione internazionale per la liberazione del pediatra di Gaza Hussam Abu Safiya, in carcere dal 27 dicembre 2024, e di tutti i sanitari palestinesi detenuti da Israele (ad oggi circa 80), senza accuse e senza processo, sottoposti a continue torture e abusi, come ampiamente documentato da HWW – Health Workers Watch, Onu, Amnesty International, Physicians for Human Rights Israel e altre organizzazioni internazionali.

A questo link l’ultimo rapporto di HWW sulla situazione dei sanitari palestinesi uccisi e arrestati, tra i più dettagliati e aggiornati.

A questo link il profilo Instagram del dott. Abu Safiya, gestito dal figlio Ilyas, che offre continui aggiornamenti sulla situazione del padre e rappresenta un punto di riferimento della campagna internazionale per la sua liberazione.

Queste incarcerazioni, del tutto illegittime e arbitrarie, non solo ledono i diritti umani e violano apertamente il diritto internazionale ma rappresentano una strategia deliberata del piano genocidiario messo in atto da Israele.

Le Nazioni Unite e numerosi studiosi internazionali lo definiscono “sanitaricidio” (healthocide o medicide), perchè Israele in due anni ha bombardato in modo sistematico le strutture sanitarie di Gaza, ha ucciso, ferito e imprigionato deliberatamente medici, infermieri, soccorritori allo scopo di azzerare il sistema sanitario e annientare la capacità di resistenza e sopravvivenza del popolo palestinese.

Dall’ottobre 2023, infatti, l’esercito israeliano, oltre ad aver distrutto totalmente o parzialmente tutti e 36 gli ospedali di Gaza, ha arrestato almeno 400 sanitari palestinesi, di cui 80 sono ancora detenuti (dato HWW, aprile 2026), e ne ha uccisi oltre 1.700.

A questo link l’elenco dei sanitari uccisi a Gaza e qui il report di Physicians for Human Rights Israel sulla distruzione del sistema sanitario di Gaza (2025, in italiano).

Free Hussam Abu Safiya

In nome della nostra etica professionale e del rispetto del diritto umanitario e internazionale, invitiamo il personale sanitario a mobilitarsi per chiedere l’immediata scarcerazione del medico Hussam Abu Safiya e di tutti i sanitari palestinesi detenuti nelle carceri israeliane.

COSA PUOI FARE TU

  • firmare questo appello internazionale per la liberazione di Abu Safiya e diffonderlo tra colleghe e colleghi
  • partecipare ai nostri digiuni a staffetta del giovedì, scattare un selfie davanti alla tua struttura sanitaria con uno o più di questi poster e quindi pubblicare la foto sui social con hashtag #DigiunoGaza #FreeAbuSafiya #FreeThemAll
  • indossare sulla tua divisa, come fosse un badge, il cartellino con la foto e il nome di Abu Safiya o di un altro sanitario palestinese detenuto. A questo link i cartellini pronti per essere stampati (meglio a colori) e indossati.
  • organizzare nella tua struttura sanitaria o nella tua città incontri informativi sulla situazione sanitaria e umanitaria a Gaza e proiezioni del documentario “Gaza: Doctors Under Attack“
  • diffondere sui social i materiali della campagna, ad esempio i poster o i video disponibili sul nostro canale Youtube e condividere sui tuoi profili i nostri post su Facebook, Instagram e Linkedin.
  • inviare una mail al tuo Ordine dei Medici, alla tua Società medico-scientifica, alla presidenza della tua Regione, ai Ministeri della Salute e degli Esteri chiedendo che si adoperino per il rilascio di Abu Safiya e di tutti i sanitari palestinesi detenuti da Israele


ADESIONI DI ORDINI PROFESSIONALI E SOCIETÀ SCIENTIFICHE

Oltre a operatrici e operatori sanitari, numerose anche le prese di posizione di Ordini professionali e associazioni medico-scientifiche. Di seguito una prima mappatura delle adesioni (per aggiornare la lista inviare una email a digiunogaza@gmail.com con il link al comunicato o alla notizia):

Dal sito di Medici per i diritti Umani (Medu) apprendiamo che avrebbero aderito all’appello di Physician for Human Rights per la liberazione di Abu Safiya e di altri 13 medici palestinesi detenuti anche gli Ordini dei Medici di Napoli e Firenze, la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, la Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva, tuttavia al momento sui loro siti web e sulla stampa non vi è traccia delle adesioni.