COMUNICATO STAMPA
Il 31 gennaio a Bologna il convegno nazionale: “Distruzione di un sistema sanitario, genocidio di un popolo. Evidenze, priorità e testimonianze dalla Striscia di Gaza”.
Non è possibile restare neutrali di fronte alla distruzione sistematica di un sistema sanitario. La rete #DigiunoGaza nasce per questo: tenere viva, ostinata e pubblica l’attenzione delle sanitarie e dei sanitari sulla catastrofe umanitaria in corso nella Striscia di Gaza, riportando al centro il diritto alla salute come diritto umano fondamentale e non negoziabile, e chiamando il mondo sanitario alle proprie responsabilità etiche e deontologiche.
Con questo obiettivo, insieme a Sanitari per Gaza, la rete promuove il convegno “Distruzione di un sistema sanitario, genocidio di un popolo. Evidenze, priorità e testimonianze dalla Striscia di Gaza”, in programma sabato 31 gennaio, dalle ore 10 alle 18, a Bologna, alla Biblioteca San Domenico (Piazza San Domenico, 13).
Un’iniziativa che ha ottenuto il patrocinio dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Torino, della Società Italiana di Medicina Tropicale e Salute Globale e della FNOMCeO – Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, che definisce il convegno “un evento di grande attualità che nasce dalla necessità di condividere dati, evidenze e testimonianze dirette su come strutture sanitarie, ambulanze e personale sanitario siano stati colpiti in modo ripetuto e deliberato, rendendo l’attacco alla sanità una strategia che incide direttamente sulla sopravvivenza della popolazione civile e sul diritto alla cura”.
Il convegno, articolato in cinque sessioni tematiche, vedrà la partecipazione di 20 relatori e relatrici italiani, palestinesi e internazionali, rappresentanti di importanti organizzazioni e reti sanitarie e umanitarie. Attraverso dati, analisi e testimonianze dirette si parlerà della negazione deliberata del diritto umanitario alle cure, dei traumi fisici e psichici subiti dalla popolazione palestinese, delle condizioni e delle aspettative di vita a Gaza – in particolare di bambini, donne e persone più vulnerabili – dell’accesso ai farmaci e delle problematiche medico-chirurgiche, degli effetti della malnutrizione e della mancanza di acqua potabile, fino al concetto di “sanitaricidio” e all’attivismo del personale sanitario in Italia e nel mondo a sostegno della Palestina.
Accanto all’approfondimento scientifico e testimoniale, il convegno è anche un’iniziativa concreta di solidarietà. I partecipanti hanno infatti donato per la raccolta fondi a favore della clinica di Al-Qarara, che Emergency ha aperto nel gennaio 2025, nei pressi di Khan Yunis, nella Striscia di Gaza. Tra le precedenti donazioni e quelle per il Convegno sono stati raccolti già quasi 50.000 euro, ma i promotori non si fermano e intendono raggiungere la quota di almeno 150mila euro, per contribuire in modo diretto e tangibile al funzionamento di una struttura sanitaria che oggi rappresenta un presidio essenziale di cura e sopravvivenza per la popolazione civile.
La risposta del mondo sanitario e della società civile è stata immediata e significativa: 380 iscrizioni in presenza, già sold out, e centinaia di iscritti alla partecipazione online (per collegarsi è necessario registrarsi a questo link), a conferma di un bisogno diffuso di informazione, confronto e presa di posizione.
Un appuntamento che unisce rigore scientifico, testimonianza e impegno civile, per contrastare il silenzio, l’indifferenza e l’assuefazione di fronte alla distruzione del sistema sanitario di Gaza – e per ribadire che la sanità non può essere neutrale di fronte all’ingiustizia. (dg)
Ufficio Stampa
Daniela Gianelli
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